Carlo Bugatti (1856-1940)

La palma di artista più fantasioso, nelle varianti più esotiche del periodo Liberty, spetta senza dubbio a Carlo Bugatti.

Nel suo laboratorio milanese, aperto nel 1888, creò una versione eclettica dell’Art Nouveau, basata sullo studio di fiori, animali e piante, ma anche su apporti egiziani, bizantini e moreschi, sull’arte giapponese e sulla sfrenata fantasia.

Scrivanie, armadi, sedie e divani non solo erano ben costruiti ma avevano un loro particolare fascino rustico. Spesso Bugatti combinava tra loro diverse tipologie, costruendo tavoli con credenze incorporate o sedie munite di lampade. Per realizzare i suoi mobili si serviva di una grande varietà di materiali pregiati: seta, pelle o velluto, intarsi in ebano, osso, madreperla, ottone, rame.

L’ampiezza e la varietà dei riferimenti culturali di Bugatti è dimostrata dai colori caldi e delicati, dai tessuti e dalle strisce di metallo lavorate a sbalzo o traforato che rievocano l’arte nordafricana e dall’uso di schienali a scudo, gambe a mezzaluna ed elementi ornamentali a forma di pinnacoli e minareti, ispirati dall’arte islamica, che costituivano una sorta di marchio di fabbrica della bottega.

Bugatti divenne famoso per la realizzazione di ambienti particolari come l’interno moresco creato per il padiglione italiano della prima Esposizione di Arte Decorativa Moderna tenutasi a Torino nel 1902, dove vinse un premio.

2017-12-21T16:38:14+00:00